Può essere utile compilare un diario dell'emicrania?
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È di fondamentale importanza soprattutto per formulare una diagnosi precisa. Il medico, in genere, consiglia di compilarlo per almeno due mesi, in cui vengono registrate la frequenza, la durata e l'intensità degli attacchi emicranici.
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L'intensità del dolore e della compromissione della qualità di vita si misura in genere attraverso una scala a 4 punti (0 = assente; 1 = lieve, senza limitazioni delle attività quotidiane; 2 = moderata, con limitazioni delle attività quotidiane, ma senza necessità di rimanere a letto; 3 = grave, limitazione delle attività quotidiane che costringe a rimanere a letto).
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L'uso del diario consente di identificare con precisione gli eventuali fattori che possono scatenare o aggravare un attacco di emicrania. Alcuni non sono modificabili (ciclo mestruale, variazioni climatiche, weekend), altri possono essere rimossi o modificati in parte o totalmente (fatica e stress, cattive abitudini alimentari, alterazioni del ritmo sonno-veglia etc).
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La compilazione di un diario consente, inoltre, di conoscere le caratteristiche delle crisi (durata, intensità, numero al mese, latenza fino all'acme, sintomi associati, consumo di farmaci etc), permette di verificare l'andamento nel tempo degli attacchi (ciclicità stagionale, correlazione con eventi stressanti, rapporto con il ciclo mestruale, etc), e orienta la scelta del farmaco. Con l'uso del diario, infine, è possibile valutare le caratteristiche delle eventuali ricadute, gli effetti del farmaco o dei farmaci sintomatici sul dolore e sui sintomi di accompagnamento nel tempo, il loro consumo e gli eventuali effetti collaterali.
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Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2011



